Vertice Capobianco-Di Maio su crisi d’impresa e formazione lavoratori

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Al Mise il presidente Roberto Capobianco ha parlato anche di riforma dei centri per l’impiego portando la propria proposta di un’Agenzia nazionale per l’occupazione e lo sviluppo

Ieri (15 novembre) una delegazione di Conflavoro Pmi guidata dal presidente nazionale Roberto Capobianco ha incontrato il ministro Luigi Di Maio al dicastero dello Sviluppo economico. Il vicepremier ha ricevuto Capobianco nella sua doppia veste ministeriale affrontando in due ore di colloquio tutte le questioni sottopostegli dal presidente della confederazione, preminenti tanto per le imprese quanto per i lavoratori.

La proposta: un’Agenzia nazionale per l’occupazione e lo sviluppo

“Un confronto davvero cordiale – commenta Roberto Capobianco – molto interessante e concreto. Il ministro Di Maio ha capito perfettamente e accolto una volta in più le istanze presentate da Conflavoro Pmi. La nostra confederazione tutela, promuove e rappresenta le piccole e medie imprese di tutta Italia e nel vicepremier abbiamo trovato una voce determinata che si è dimostrata attenta alle loro esigenze”.

“Al ministro – conclude Capobianco – abbiamo presentato in particolare la nostra posizione sulla necessità di un chiarimento concettuale in relazione alla rappresentatività sindacale. Ma, soprattutto, gli abbiamo parlato della nostra proposta di riforma dei centri per l’impiego e di come oggi sia fondamentale una piena collaborazione tra pubblico e privato nella gestione delle crisi aziendali, prendendo a riferimento il caso dello stabilimento Nora-Spirale di Lucca. Di Maio si è dimostrato molto interessato alla questione, ormai di rilevanza nazionale, e ci ha fatto diverse domande in merito”.

Incontro con il generale Alestra, capo Ispettorato nazionale del lavoro, a inizio dicembre

Circa la riforma dei centri per l’impiego, invece, Conflavoro Pmi ha illustrato la propria idea basata sulla costituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione e lo sviluppo. Un ente, cioè, che non sia soltanto da punto d’incontro tra domanda e offerta di lavoro, bensì soddisfi le esigenze specifiche delle aziende di un dato territorio in una partnership tra imprese, istituzioni, scuole e università. Finanche formando i lavoratori e riqualificando chi è in cerca di occupazione. Caso emblematico è il progetto-pilota di Conflavoro Pmi nel settore metalmeccanico in Lucchesia. In Toscana, infatti 14 disoccupati saranno valutati per l’assunzione in cinque aziende dopo un percorso professionalizzante in corso.

Uno dei prossimi appuntamenti istituzionali di Conflavoro Pmi si svolgerà il 3 dicembre nella sede dell’Ispettorato nazionale del lavoro. In piazza della Repubblica a Roma, il presidente Roberto Capobianco sarà ricevuto dal nuovo direttore, il generale Leonardo Alestra.