Un anno di Gdpr, ma ancora poca chiarezza nelle Pmi: scarica il vademecum Conflavoro

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Ricorre in queste ore il primo anniversario dall’entrata in vigore del Gdpr, con l’obiettivo di uniformare a livello comunitario la disciplina sulla privacy.

Siamo a un anno esatto dall’entrata in vigore del regolamento Ue 2016/679, il Gdpr – General data protection regulation – per uniformare la privacy europea, Difficile dire se in Italia ci siano state più luci o più ombre in questi dodici mesi, perché semplicemente l’adeguamento delle aziende – ma anche della pubblica amministrazione ai livelli più alti – alla nuova normativa privacy procede ancora a rilento.

In Italia è boom di Dpo ma…

Una delle grandi novità del Gdpr è il Dpo, acronimo di Data protection officer che in italiano si traduce come Responsabile della protezione dati. E’ il soggetto più rilevante nella normativa, il punto di contatto con il garante della privacy per le questioni connesse al trattamento, per l’appunto, dei dati personali. Assolve a funzioni di supporto e consultive, di controllo e informative circa l’applicazione del Gdpr.

Al 31 marzo 2019 il garante della privacy ha ricevuto la comunicazione dei dati di contatto di 48 mila 591 Dpo. Significa che almeno un pari numero di aziende ha nominato questa figura, che non sempre è obbligatoria, ma è comunque altamente consigliata dallo stesso garante.

Italia agli ultimi posti per la conoscenza del Gdpr

Questo boom di Dpo – ma non è dato sapere con precisione se il ruolo si stia affidato dalle aziende a lavoratori già presenti in organico o siano effettivamente state effettuate nuove assunzioni ad hoc – stona però coi dati diffusi recentemente dalla Commissione europea. I dati in questione, frutto del lavoro di ricerca di Eurobarometro, fotografano l’Italia (49%) agli ultimi posti della Ue in relazione alla conoscenza e all’informazione sul Gdpr. Peggio fa solo la Francia (44%).

Il vademecum di Conflavoro per capire meglio il Gdpr

Dati non troppo rassicuranti, specie per le aziende medio-piccole che rappresentano oltre 9 imprese su 10 in Italia. Il garante, peraltro aveva optato per un regime morbido per lasciare più tempo alle Pmi per adattarsi al meglio alla nuova normativa. Adesso che è trascorso un anno, però, onde evitare di incorrere in sanzioni pesantissime in caso di controlli, è decisamente arrivato il momento di adeguarsi. A tal proposito, ecco due vademecum di Conflavoro Pmi che vi aiuteranno a capire meglio il regolamento Ue 679/2016.

Clicca sull’immagine per scaricare il semplice vademecum di Conflavoro Pmi sul Gdpr privacy