Smart-Working e Contact Tracing, diritto alla disconnessione e a non essere tracciati

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Le nuove tecnologie, senza dubbio utili per agevolare ed implementare le misure di sicurezza atte a limitare e prevenire il contagio e la diffusione del Coronavirus, presentato però pericoli per i diritti e le libertà di ogni singolo.

Il Presidente dell’Autorità Garante, ha sottolineato la necessità di garantire ai lavoratori tutti i diritti loro riconosciuti anche laddove l’attività lavorativa venga svolta in modalità agile.

L’utilizzo delle nuove tecnologie e il mutamento dei luoghi in cui avviene la prestazione lavorativa non possono essere una giustificazione per un monitoraggio costante e sistematico del lavoratore.

Non è consentito fornire strumentazione che permetta una rilevazione costante delle attività compiute dal dipendete tramite l’utilizzo dello strumento aziendale.

Occorrerà garantire tutti i diritti del lavoratore primo fra tutti la tutela della sua autodeterminazione ed è necessario formare ed informare il personale sui trattamenti che saranno effettuati in relazioni ai suoi dati.

Di primaria importanza è garantire il c.d. diritto alla disconnessione al fine di non annullare gli spazi di vita privata.

Relativamente alla raccolta dei dati da parte del datore di lavoro il Garante puntualizza che nonostante in virtù del contesto emergenziale siano stati estesi i poteri del datore di lavoro occorre rispettate le disposizioni in materia di protezione dei dati personali ed evitare abusi, stante anche la limitazione della capacità dispositiva del lavoratore nell’ambito dell’rapporto di lavoro caratterizzato da una spiccata asimmetria.

Il rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati è più che mai importante in questo contesto emergenziale che in molti casi richiede una certa celerità nell’intervenire con la conseguenza di sfociare in abusi o regole non uniformi come accaduto nella fase iniziale della pandemia in cui è stato necessario invitare le imprese dall’astenersi dalla raccolta di dati quali informazioni su spostamenti, contatti, sintomatologia.

La particolarità della situazione ha reso necessario regolamentare le iniziative datoriali in modo uniforme.

Ed inoltre di rilevanza primaria evidenziare la distinzione di compiti e quindi anche di potere e obbligo informativo in capo al datore di lavoro e al medico competente.

Il datore di lavoro infatti adempie ai propri doveri di garanzia e tutela dell’incolumità dei lavoratori senza però essere a conoscenza diretta delle singole patologie ma disponendo appunto unicamente di giudizi di idoneità o meno alla specifica mansione da svolgere.

Il medico competente invece in qualità di operatore sanitario ha fra i suoi compiti quello di valutare la necessità di sottoporre i lavoratori a specifiche analisi diagnostiche ritenuti utili anche con riferimento al contenimento del contagio. Ad esempio, nel caso di esecuzione di test sierologici, gli esiti dovranno essere inviati direttamente al medico competente, unico soggetto legittimato a prescriverli e ad esaminarli.

Altro aspetto rilevante è quello relativo al tracciamento dei contatti (contact tracing).

Esso è uno strumento certamente utile a fini della prevenzione e limitazione della diffusione del contagio ma l’Autorità Garante evidenzia che un tale trattamento non può essere imposto ai lavoratori. Esso deve avvenire su base volontaria e la decisione di aderire o meno al controllo dovrà essere libera, senza conseguenze negative laddove vi sia il rifiuto.

Certamente il presupposto della volontarietà alla base di un sistema di tracciamento, insieme alle ulteriori misure a protezione dei dati già previste dalle disposizioni vigenti in materia, rappresenta uno degli elementi essenziali per accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti di un sistema di contact tracing che dovrebbe quindi tracciare non le persone stesse ma unicamente il riflesso delle loro attività che siano rilevanti da un punto di visita epidemiologico tra cui ad esempio la rilevazione di contatti ravvicinati e duraturi che possano indurre al contagio.

Clicca qui e leggi le Linee-guida 04/2020 sull’uso dei dati di localizzazione e degli strumenti per il tracciamento dei contatti nel contesto dell’emergenza legata al COVID-19 – adottate il 21 aprile