Smart working, come devono comportarsi le imprese dal 1° agosto

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Il Ministero del Lavoro ha reso note le modalità di comunicazione obbligatoria “semplificata” che, a decorrere dal 1 agosto prossimo, le imprese dovranno effettuare per il personale in smart working, fatto salvo la proroga dello stato di emergenza (potrebbe infatti essere prevista una proroga sino al 31 ottobre 2020).

L’articolo 90 del decreto Rilancio ha consentito ai datori di lavoro privati di applicare lo smart working ad ogni rapporto di lavoro subordinato compatibile, anche in assenza degli accordi individuali utilizzando una procedura semplificata sino alla fine dello stato di emergenza e, “comunque, non oltre il 31 dicembre 2020” e quindi ad oggi risulterebbe utilizzabile sino al 31 luglio 2020. Oltre tale data, dovrà essere effettuata la comunicazione prevista dall’articolo 23.1 della L. 81/17, mediante i modelli predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Dal momento in cui cesserà l’emergenza sanitaria infatti le imprese che durante il lockdown e nei mesi successivi hanno attivato modalità di lavoro agile, senza ricorrere alla stipula di accordi individuali dovranno provvedervi.

In assenza di proroghe e/o novità, dal 1° agosto lo smart working tornerà quindi ad essere interamente disciplinato dalla legge n. 81/17 che prevede appunto come obbligatorio l’accordo individuale tra datore e lavoratore e comunicazioni ad hoc al Ministero del Lavoro.

Nei giorni scorsi il Dicastero ha emanato una FAQ in merito alle conseguenti nuove comunicazioni obbligatorie semplificate da adottarsi, salvo proroghe dello stato emergenziale, secondo cui l’accordo deve essere redatto, ma può non essere trasmesso all’Amministrazione in sede di comunicazione obbligatoria; significa ciòè che il datore di lavoro potrà limitarsi a dichiarare che l’azienda ha provveduto alla stipula degli accordi individuali richiesti dalla normativa “ordinaria” con l’impegno ad esibirli per alle Autorità per attività di monitoraggio e vigilanza. In sostanza quindi, l’accordo rimane  negli atti aziendali, ma il datore di lavoro potrà essere chiamato a renderlo disponibile al Ministero, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’INAIL.

Dal momento della cessazione dell’emergenza sanitaria quindi tutti i datori di lavoro che abbiano attivato modalità di lavoro agile senza previa stipula di accordi individuali dovranno comunque provvedere alla loro stipula, sia con nei confronti dei dipendenti che intendano adibire ex novo allo smart working nella fase post emergenza, sia nei confronti dei dipendenti che continuino lo svolgimento delle proprie mansioni in modalità smart working avviata, senza accordo, nei mesi scorsi in virtù della deroga normativa dovuta allo stato emergenziale.

 

 

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