Sanzioni in arrivo per Uber

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Informativa incompleta, dati trattati senza un valido consenso e mancata notifica al Garante della geolocalizzazione degli utenti. Queste le contestazioni sollevate dall’Autorità a Uber, società di trasporto privato.

Le indagini, iniziate a fine 2017, a seguito della comunicazione da parte della sede americana di Uber di aver subito un attacco informatico che aveva coinvolto i dati personal di milioni di utenti, tra cui anche molti italiani.

Nel corso delle attività ispettive effettuate presso la sede italiana, sono emerse numerose irregolarità inerenti il trattamento dati degli utenti nel nostro paese.

Informativa errata ed incompleta. Veniva infatti indicato come unico trattamento dei dati la sola società olandese (Uber B.V.), quando, in realtà, titolare del trattamento non è unicamente tale società, ma anche la società capofila statunitense (Uber Technologies Inc.) in quanto entrambe hanno potere decisionale in relazione ai servizi offerti in Europa.

All’interno dell’informativa, inoltre, non erano state indicate in modo sufficientemente completo le finalità del trattamento, i riferimenti ai diritti degli interessati risultavano generici e carenti, in relazione alla obbligatorietà o meno del conferimento dati nulla veniva indicato e nemmeno venivano indicate le eventuali conseguenze che poteva comportare il rifiuto di conferire propri dati personali.

Ancora, è stato riscontrato, che la società aveva effettuati trattamenti di profilazione in relazione ai passeggeri senza aver ottenuto il loro consenso.

Infine, la multinazionale non ha rispettato l’obbligo di notifica preventiva all’Autorità, richiesta prima dell’entrata in vigore del GDPR, in caso di trattamenti come la geolocalizzazione.

Alla luce di tali accertamenti il Garante avvierà un autonomo procedimento per contestare le violazioni accertate e al fine di verificare la conformità al GDPR dei trattamenti attualmente effettuati, trametterà copia del provvedimento Garante Italiano anche all’Autorità olandese, capofila tra le autorità garanti in relazione ai trattamenti transfrontalieri effettuati da Uber.