Rivoluzione al vertice dell’Ispettorato del lavoro, allontanato Paolo Pennesi

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Di Maio: “Nuovo dirigente questa settimana. Vogliamo un deciso cambio di direzione”

Il ministero del Lavoro allontana il dirigente dell’Inl Paolo Pennesi. L’impegno dell’ormai ex Capo sarebbe terminato a novembre, ma Luigi Di Maio ha voluto anticipare i tempi. Il sostituto sarà nominato già entro questa settimana. Pennesi, al vertice dell’Ispettorato dal 2015, passerà ad altro incarico sempre all’interno del ministero del Lavoro.

Di Maio ha annunciato il cambio, nell’aria da tempo, direttamente da Foggia ieri pomeriggio, dove si trovava per partecipare al tavolo contro il caporalato e il lavoro nero. E il contesto in cui è stato ufficializzato l’addio di Pennesi non è stato casuale, viste anche le parole di Di Maio stesso. “‘E’ finita – ha precisato il ministro – l’epoca dei numeri in cui le ispezioni servivano solo a riempire tabelle: l’obiettivo è lavorare a un cronoprogramma con piani triennali di contrasto al caporalato che veda una repressione ma anche una prevenzione e con verifiche che lasceranno in pace gli imprenditori onesti”.

Il ministero, in sostanza e come scrive chiaramente in una nota pubblicata sul proprio sito Internet, cerca “la volontà forte di un cambio di passo che parte dal rinnovamento della direzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dove questa settimana sarà nominato il nuovo capo, sino ad arrivare ai centri per l’impiego, importanti filtri legali per la manodopera di cui si può fare a meno”.

Gli ultimi atti dell’Ispettorato diretto da Pennesi hanno, inoltre, scatenato grandi polemiche nel mondo imprenditoriale e sindacale. In particolar modo la nota pubblicata lo scorso 20 giugno e relativa all’applicazione dei contratti collettivi nazionali, da molti considerata arbitraria per i toni utilizzati. L’Ispettorato, in sostanza, avvertiva che avrebbe concentrato i propri controlli antidumping – con le relative, potenziali sanzioni – sulle imprese che applicano i contratti delle organizzazioni sindacali definite minoritarie dallo stesso Inl.

Il tutto senza troppo entrare, con la nota, nel merito dei contenuti degli accordi medesimi. Vi è poi stato un importante passo indietro da parte dell’Ispettorato con la cancellazione della nota in questione dai propri archivi, che rappresenta il primo passo verso la cosiddetta riforma dei sindacati che vuole il ministero del Lavoro.