Ritenute Appalti, sospesi i controlli del committente

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La legge di Bilancio 2020 prevede in caso di appalto o subappalti, il cui importo complessivo annuo per il compimento di opere o servizi fosse superiore a 200.000 euro, che i committenti debbano richiedere all’appaltatore, affidatario o subappaltatore – i quali hanno obbligo di rilascio entro 5 giorni dal dalla scadenza del versamento – copia delle deleghe di pagamento delle ritenute fiscali relative ai redditi di lavoro dipendente ed assimilati trattenute dall’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice nei confronti dei lavoratori che sono impiegati nell’esecuzione di opere e/o servizi.

Nel caso in cui l’appaltatore non fornisce al committente tali deleghe unitamente all’elenco dei lavoratori impiegate, alle ore lavorate e alla retribuzione corrisposta il committente deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati finché permane l’inadempimento, sino al raggiungimento del 20% del valore complessivo dell’appalto/subappalto ovvero per un importo pari all’ammontare delle ritenute non versate rispetto ai dati risultanti dalla documentazione trasmessa. Oltre a ciò il committente è tenuto entro 90 giorni a dare comunicazione all’Agenzia delle Entrate dell’inottemperanza a tali adempimenti.

L’Agenzia delle Entrate con le circolari n. 8/E del 3 aprile 2020 e n. 9/E del 13 aprile 2020 chiarisce che la sospensione dei termini e degli adempimenti prevista dal decreto Cura Italia e dal decreto Liquidità produce effetti anche sui controlli previsti a carico del committente in materia di ritenute e compensazioni in appalti e subappalti.

Cosa significa quindi nella pratica che la sospensione dei versamenti delle ritenute d’acconto si riverbera anche sulla nuova disciplina degli appalti?

Il committente qualora dopo i cinque giorni lavorativi successivi alla scadenza del versamento delle ritenute fiscali, non riceve ricevere i corrispettivi dall’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice, non ne deve sospendere il pagamento.

I controlli a carico del committente e, quindi, l’obbligo di sospendere il pagamento dei corrispettivi in caso di inadempimento o non corretto adempimento dell’impresa appaltatrice o affidataria o subappaltatrice, riprenderanno dal momento del versamento o dall’omesso versamento delle ritenute alle scadenze previste dai predetti articoli 61 e 62 del D.L. n. 18/2020 (Cura Italia).

Articolo n.61

L’art. 61 prevede la sospensione delle ritenute alla fonte oltre che per le imprese turistico ricettive, agenzie di viaggio, tour operator anche per gestori di teatro e sale cinematografiche. sale da ballo e discoteche, ricevitorie del lotto, organizzatori di eventi e fiere, attività di ristorazione, biblioteche e musei, gestori di asili nido e servizi di assistenza, aziende termali, gestori di parchi divertimento, gestori di stazioni autobus, ferroviarie, marittime, aeroportuali, metropolitane, gestori di servizi di trasporto terrestre e marittimo, gestori di servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative o di strutture per manifestazioni e spettacoli, guide turistiche e onlus.

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

Sospensione è invece più lunga e ed opera fino al 31 maggio 2020 per le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

Articolo n.62

L’articolo 62 prevede la sospensione delle ritenute alla fonte per soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. n. 18/2020.

Prevede inoltre per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nei Comuni individuati nell’allegato 1 al D.P.C.M. 1° marzo 2020 (cd. comuni zona rossa)

che dal 21 febbraio e fino al 30 aprile 2020 i sostituti d’imposta non operino le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e le ritenute sui compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato.

Il decreto Liquidità introduce nuove ipotesi di sospensione

L’articolo 18 del decreto Liquidità ha confermato la sospensione prevista dall’articolo 61 di cui sopra per i versamenti in scadenza nel mese di aprile ed inoltre ha introdotto nuove ipotesi di sospensione che sono però condizionate alla riduzione del fatturato.

La sospensione dovrebbe operare:

  • per gli esercenti attività d’impresa, arti o professionicon ricavi o compensi non superiori a 50 mln. di euro nel periodo di imposta precedente, in caso di diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di marzo e nel mese di aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019;
  • per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni con ricavi o compensi superiori a 50 mln. Di euro nel periodo di imposta precedente, in caso di diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di marzo e nel mese di aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019;
  • per gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che hanno iniziato l’attività dopo il mese di marzo 2029e per gli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, che svolgono attività non in regime d’impresa, la sospensione si applica a prescindere dalla riduzione di fatturato.

I versamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il mese di giugno 2020 in un’unica soluzione o in cinque rate mensili di uguale importo.

I versamenti con scadenza 16 marzo vengono comunque considerate nei termini se effettuati entro il 16 aprile.