Ristori a fondo perduto fino al 400% per le attività obbligate alla chiusura parziale o totale

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Il Consiglio dei Ministri è al lavoro per definire i ristori finanziari a favore delle attività maggiormente colpite dal Dpcm 24 ottobre 2020.

Dalle prime indiscrezioni i ristori dovrebbero essere maggiori per le attività costrette alla chiusura totale e inferiori per le attività obbligate a chiusure parziali.

L’ipotesi che si sta facendo strada in queste ore è sarebbe quella di prevedere quattro scaglioni:

  • ristoro al 100% delle somme già incassate con il contributo del decreto Rilancio (ex 25, D.L. n. 34/2020) per gli esercizi e le attività con chiusura alle ore 18 (ad esempio pasticcerie o gelaterie);
  • ristoro al 150% per i ristoranti non particolarmente danneggiati dalla chiusura serale;
  • ristoro al 200% per le attività costrette a chiudere completamente (cinema, teatri, palestre, piscine, sale giochi, scommesse o bingo, centri termali, centri benessere e fiere);
  • ristoro al 400% per quelle attività già chiuse anche prima del nuovo D.P.C.M. (sale da ballo e discoteche).

Oltre a tali categorie, saranno ammessi al ristoro, con modalità ancora da definire, anche tassisti e noleggiatori.

Pare che almeno in una prima fase non sia necessario un calo del fatturato e che possano beneficiare del ristoro anche imprese con un volume di affari superiore a 5 milioni di euro.

Sembrerebbe possa esservi un acconto a forfait quale ristoro immediato nei confronti tutti coloro che hanno già presentato nei mesi scorsi istanze di contributo a fondo perduto e soglie diversificate per le varie attività in lockdown ricomprese in apposite classificazioni di settore (ATECO).

Successivamente seguirebbe poi l’erogazione di un ristoro a saldo parametrato alla diminuzione effettiva del giro d’affari su base annua, richiedibile sulla base di un’apposita domanda.

I ristori saranno con buone probabilità erogati dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito diretto sul conto corrente.

Per tutti i settori danneggiati dall’ultimo Dpcm, oltre ai ristori a fondo perduto si ipotizzano un nuovo credito d’imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre e novembre e l’esenzione dal pagamento della seconda rata dell’IMU.

Nodo cruciale saranno la disponibilità delle risorse che dovranno essere destinate anche al sostegno dell’occupazione con il concreto rischio che non siano sufficienti a finanziare contemporaneamente entrambe le misure.