Proroghe e rinnovi dei contratti a termine, l’INL chiarisce

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Con la nota n. 713 del 2020 l’Ispettorato nazionale del lavoro chiarisce alcuni aspetti del Decreto Agosto.

Il primo importante chiarimento riguarda i contratti a termine.

L’INL mostrando un atteggiamento di completa apertura e flessibilità, anche in virtù del difficile periodo che il mondo del lavoro sta attraversando, chiarisce che sino al 31 dicembre sarà possibile ritenere la proroga o il rinnovo a-causale quale deroga una tantum alla disciplina ordinaria prevista dall’intero articolo 21 del D.Lgs. 81/2015.

Da ciò ne deriva che, anche laddove il rapporto di lavoro a termine sia già stato prorogato per le 4 volte previste dalla disciplina ordinaria e per la quale alla 5 proroga scatterebbe la conversione del rapporto a tempo indeterminato, sarà possibile prorogarne ulteriormente la durata per un periodo massimo di 12 mesi cosi come sarà possibile effettuarne il rinnovo a patto che sia rispettata la durata massima di 24 mesi.

La deroga riguarda poi anche i c.d. periodi cuscinetto di cui all.art.21 del D.Lgs. n. 81/2015, pertanto, anche laddove la proroga o il rinnovo non rispettino i periodi di intervallo della disciplina ordinaria non vi saranno conseguenze.

Con riguardo alla possibilità di operare in deroga sino al 31 dicembre occorre evidenziare che L’INL ha specificato che tale termine è riferito esclusivamente alla formalizzazione della proroga o del rinnovo agevolato, potendo il rapporto protrarsi comunque anche nel corso del 2021, nel rispetto del limite complessivo dei 24 mesi.

Laddove, invece, il rinnovo veda coinvolti contratti a termine che hanno superato i 24 mesi o i diversi termini previsti dalla contrattazione collettiva di riferimento trova applicazione la normativa ordinaria (arte. 19, comma 1 e 21 del D.Lgs. n. 81/2015 – cfr. INL nota prot. n. 8120/2019).

Un altro importante aspetto a cui l’INL ha dato una chiara interpretazione riguarda la proroga automatica dei contratti a termine fruita nel periodo di vigenza D.L. n. 34/2020 (18 luglio – 14 agosto) specificando che essa deve essere considerata “neutrale” in relazione al computo della durata massima di 24 mesi del contratto a tempo determinato.

Una ultriore importante indicazione riguarda l’esonero contributivo per le imprese che non fruiscono di ulteriore cassa integrazione Covid-19 e l’esonero dal versamento di contributi per assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine, licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo nonché con riguardo alla proroga della riscossione coattiva.

L’ultimo rilevante chiarimento riguarda i licenziamenti.

A tal proposito l’INL evidenzia che il Decreto Agosto proroga il divieto e la sospensione di cui sopra esclusivamente in relazione alle seguenti ipotesi:

– datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito della cassa integrazione di cui all’art. 1 dello stesso D.L.;

– datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali di cui all’art. 3 dello stesso D.L.

Inoltre, conferma l’esclusione del divieto per i licenziamenti per cambio appalto ed esclude altresì dal divieto i licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività stessa e nel caso in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa, ovvero nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che vi aderiscono.

 

Nota n. 713 del 2020 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro