Privacy, in Europa comminate le prime sanzioni

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Nello scorso mese di ottobre il Garante austriaco ha erogato una sanzione di 4 mila euro nei confronti di una azienda che utilizzava in modo non corretto il sistema di videosorveglianza.

L’autorità ha, infatti, riscontrato l’assenza di idonei cartelli informativi ed un utilizzo non corretto del sistema di controllo che, oltre a riprendere il piazzare aziendale inquadrava anche parte del marciapiede che dava sulla strada antistante, senza giustificata ragione.

Anche il Garante tedesco, nel corso del mese di novembre, ha sanzionato con una multa di 20mila euro, un’impresa tedesca che ha subito un data breach di 330mila credenziali di caselle di posta elettronica di cittadini tedeschi. Ciò, non tanto in relazione alla violazione subita, ma in quanto l’impresa non aveva adottato un sistema di cifratura dei dati archiviati all’interno del proprio data base. Infatti, le password delle caselle di posta elettronica venivano salvate in chiaro all’interno dei data base e, ciò, ha permesso ai malintenzionati che hanno violato il sistema informatico aziendale, di venire a conoscenza e divulgare pubblicamente le credenziali di accesso alle caselle mail di un numero consistente di cittadini.

E’ il Portogallo a vantare la multa più salata, ben 400mila euro nei confronti di una struttura ospedaliera che mostrava serie criticità in relazione all’accesso ai dati. A seguito di un controllo ispettivo, è infatti emerso che, i dati personali e sanitari contenuti nelle cartelle cliniche dei pazienti potevano essere letti e modificati da qualsiasi soggetto (medici, infermieri ed altro personale ospedaliero) con estrema facilità. Una inadeguatezza della policy di accesso al dato che è costata molto cara alla struttura sanitaria.

Le tante attese sanzioni sono arrivate. Un segnale forte, che deve mettere in allerta le aziende italiane, anche micro piccole e medie imprese che spesso sottovalutano la tematica privacy.