Nuove disposizioni Coronavirus, come comportarsi

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Il Dpcm 8 marzo 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo firmato dal premier Giuseppe Conte e dal ministro della Salute Roberto Speranza ed in vigore da domenica 8 marzo 2020, introduce, fino al 3 aprile, misure per contrastare e contenere il diffondersi del Coronavirus nella Regione Lombardia e in 14 province Reggio Emilia e buona parte dell’Emilia-Romagna compresa. Detta inoltre regole valide in tutto il resto del territorio nazionale.

Obiettivo delle misure introdotte è quello di limitare quanto più possibile gli spostamenti superflui all’interno della zona arancione (costituita da Lombardia e 14 province: Modena, Parma, Piacenza, Reggio dell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia) onde evitare il diffondersi in modo incontrollato del Covid-19.

Sono infatti ammessi gli spostamenti per recarsi sul posto di lavoro laddove l’impresa non abbia introdotto lo smart working o misure per fruire di congedi e ferie. Quest’ultime misure devono essere promosse dai datori lavoro laddove ciò sia possibile.

Le riunioni dovranno svolgersi quanto più possibile attraverso collegamenti in remoto ovvero a distanza, dove ciò non sia possibile deve essere garantita la distanza di almeno un metro fra un soggetto e l’altro avendo cura di evitare raggruppamenti numerosi di persone.

Sarà altrettanto possibile muoversi (anche uscendo dalla zona arancione) per andare a fare la spesa, recarsi in farmacia o effettuare una visita medica salvo che in quest’ultimo caso non siano state disdette o fornite indicazioni differenti da parte della struttura sanitaria. 

Saranno invece da evitare tutti gli spostamenti non strettamente necessari.

Sarà consentito fare rientro nelle proprie abitazioni, domicilio e/o residenza.

In caso di lavoratori transfrontalieri che lavorano in Svizzera essi potranno andare a lavoro e fare rientro in Italia. E’ in fase di valutazione l’attivazione, anche per le imprese svizzere, di modalità di lavoro smart o telelavoro laddove possibile.

Con riferimento alle attività commerciali (es. bar, ristoranti ecc…) nella zona arancione è consentita l’apertura dalle 6 alle 18, a patto che il gestore garantisca il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro. 

Tutte le altre attività commerciali diverse da ristoranti e bar possono restare aperte, a condizione che il gestore preveda accessi contingentati ed idonei ad evitare assembramenti di persone e garantire la distanza di almeno un metro fra le persone. 

Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti nei centri commerciali e nei mercati. Fermo restando che il gestore deve garantire le misure sopra citate. Le strutture che non consentono di rispettare la distanza di un metro fra le persone devono restare chiuse.

Tali chiusure non riguarderanno farmacie, parafarmacie e negozi di generi alimentari le quali dovranno sempre attenersi alle misure di sicurezza sopra indicate.

Nei luoghi di lavoro bisognerà in buona sostanza garantire la distanza minima di un metro, lavarsi spesso le mani, areare spesso i locali, pulire bene le superfici di contatto con soluzioni alcoliche, fare attenzione all’utilizzo ad esempio della carta igienica o dei rotoli di carta laddove non ci siano dispenser che eroghino il singolo strappo, evitare l’uso promiscuo di bicchieri e/o bottiglie ed evitare l’aggregazione di gruppi numerosi di persone. Oltre all’osservanza di tutte le altre norme già indicate anche nei precedenti disposizioni e il ricorso al buon senso.

Qui il testo completo del decreto https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg

Le nuove disposizioni sono in vigore dall’8 marzo 2020 e sino al 3 aprile 2020. Cessano di produrre effetti i precedenti decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri compresi quelli del 1 e del 4 marzo. Rimane salvo il potere di ordinanza delle Regioni.

Leggi anche: “Coronavirus, come devono comportarsi imprese e lavoratori” https://www.conflavoro.re.it/coronavirus-cosa-devono-fare-imprese-e-lavoratori/