Italia chiusa a doppia mandata, governo ferma tutte le attività non strategiche

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La decisione nel giorno il cui si registrano più morti dall’inizio dell’emergenza Covid-19 e dopo che la Commissione UE ha sospeso patto di stabilità.

Pochi minuti dopo le ordinanze di Lombardia e Piemonte che chiudono cantieri (salvo quelli legati all’emergenza sanitaria) e studi professionali, e dopo un giorno dalla chiusura di parchi, ville e giardini pubblici di tutta Italia, dal governo arriva l’ultima (per ora) stretta anti-Covid-19. Stop, infatti, in tutta Italia alle attività non strategiche, aperte solo quelle essenziali.

Proprio nel giorno del maggior numero di morti, 793 per un totale di 4.825 e con un numero di contagiati che spacca la soglia dei 40 mila (42.681 di cui 4.821 solo oggi), Giuseppe Conte pochi minuti fa in conferenza stampa ha annunciato il nuovo giro di vite.

Le dichiarazioni di Conte

“Questa è la crisi più difficile dal secondo dopoguerra – ha detto il presidente del Consiglio – e i decessi quotidiani per noi non sono numeri, ma persone e storie di famiglie. Le misure fin qui adottate richiedono tempo per gli effetti. Continuiamo a rispettare le regole, pur severe, con pazienza e fiducia. Dobbiamo resistere. Il nostro sacrificio di rimanere a casa è minimo se paragonato a quello di chi si trova in ospedale e alle forze dell’ordine, ai commessi dei supermercati, ai farmacisti. Ecco perché chiudiamo ogni attività produttiva non essenziali“.

Cosa resta aperto?

“Supermercati, negozi alimentari e beni di prima necessità, farmacie, parafarmacie, servizi bancari, finanziari, postali, assicurativi. Trasporti e attività accessorie e funzionali a quelle essenziali. Tutto ciò resta aperto”.

“Fuori dalle attività essenziali – conclude Conte – via libera a solo smart working e solo alle attività produttive rilevanti per la Nazione. Una decisione necessaria. Lo Stato c’è, è qui e interverremo con misure economiche straordinarie. Mai come ora dobbiamo stringerci forte per il bene più importante: la vita”.

Proprio poche ore la presidente della Commissione UE, la tedesca Ursula von der Leyen, ha annunciato l’innesco della clausola di salvaguardia che, di fatto, sospende il Patto di stabilità e permette una spesa, anche per l’Italia, libera dai vincoli del rapporto deficit/Pil.