Liquidità alle PMI, fino a 25.000 euro no garanzia ed istruttoria

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Il decreto liquidità consente agli istituti di credito di concedere prestiti, alle micro piccole e medie imprese ed ai professionisti, senza la necessità di una valutazione di merito e senza istruttoria.

Non è inoltre richiesta alcuna garanzia da parte dell’impresa in quanto essa viene prestata dallo Stato (tramite la SACE Spa – società della Cassa Depositi e Prestiti ed il Fondo di garanzia delle PMI) proprio per favorire le imprese che hanno difficoltà nell’accesso al credito bancario.

L’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le imprese richiedenti il prestito abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Le procedure di accesso al credito vengono semplificate, seppur con alcune differenze rispetto alla dimensione dell’impresa, in modo tale da poter ridurre i tempi di concessione della liquidità di cui le aziende necessitano per poter ripatire in questa difficile situazione che ha bloccato il mercato globale.

Per richiedere il prestito sarà quindi sufficiente fare richiesta al proprio istituto bancario tramite una modulistica standard che dovrebbe garantire tempi celeri di evasione.

Prestiti sino a 25.000 euro

Le imprese che chiederanno prestiti sino a 25.000 euro godranno di una garanzia gratuita al 100% e non dovranno quindi effettuare l’iter ordinario normalmente previsto (nessuna istruttoria e valutazione di merito) ma sarà sufficiente fare richiesta alla propria banca.

Prestiti da 25.000 euro a 800.000 euro

Le imprese che invece chiederanno un importo compreso fra 25.000 e 800.000 euro godranno sempre di una garanzia gratuita e al 100% da parte dello stato ma sarà necessaria una valutazione di merito del credito e dell’impresa.

Prestito da 800.000 euro a 5.000.000 euro

Possono essere richiesti, da parte di imprese sino a 5milioni ma la garanzia scende, occorre la valutazione di merito e le procedure si fanno più complesse.

Imprese sino a 500 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro:

la garanzia statale scende al 90% (il restante 10% sarà garantito dai Confidi) e le procedure di valutazione e concessione, seppure più semplificate rispetto alle modalità tradizioni, divengono più complesse ed articolate.

Imprese con più di 500 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro:

la copertura scende all’80%  sino ad arrivare  al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.

Per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

L’importo della garanzia non potrà infatti superare in nessun caso il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Misure certamente importanti a sostegno delle imprese e che si auspica gli istituti di credito siano in grado di mettere in campo in tempi rapidissimi.

E’ doveroso evidenziare che trattandosi di prestiti tali somme dovranno poi essere restituite dalle imprese.

I termini massimi previsti per la restituzione sono di 6 anni. Il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesidall’erogazione del prestito. Inoltre, vengono richiesti alcuni impegni da parte delle imprese che usufruiscono di tali misure di sostegno, come ad esempio, la non distribuzione dei dividendi per un anno e il mantenimento dei medesimi livelli occupazionali.