L’Europa boccia la manovra italiana, il governo alza la voce: ecco cosa accadrà adesso

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Possibili pesanti sanzioni se il governo non farà manovra correttiva. Sabato il premier Conte incontra Juncker. Saranno i ministri UE a decidere il da farsi. Tria: “Ci rimette tutta l’Europa”

“Con rammarico prendiamo atto che la Commissione non ha ritenuto di condividere le ragioni del bilancio programmatico italiano”. E’ questa la prima reazione del ministro dell’Economia Giovanni Tria alla bocciatura, ampiamente prevista, dell’Europa al bilancio programmatico italiano.

“Ritengo tuttavia che la drammatizzazione del dissenso tra Italia e Commissione europea danneggi l’economia italiana e di conseguenza l’economia europea. Questa considerazione è alla base del nostro impegno a continuare il dialogo con la Commissione alla ricerca di una soluzione condivisibile nell’interesse reciproco”.

Il presidente del Consiglio Conte si è affrettato a dire che a essere bocciato è stato “il debito del precedente governo”, che non ci sarà alcuna modifica all’impianto della manovra ma che, comunque sia, il governo è pronto a un “confronto costruttivo” con l’Ue. “Ci confronteremo con Juncker sabato sera, come sapete sono invitato a cena”, ha detto Conte. “Sarà un confronto spero costruttivo, esporremo e rivedremo le rispettive posizioni e valuteremo come procedere”.

Adesso la questione passa al Comitato economico e finanziario del Consiglio europeo, che deve esprimere un parere entro due settimane. A quel punto i ministri dell’Economia area Ue (Ecofin) voteranno una raccomandazione per chiedere a Roma di adottare alcuni correttivi alla manovra. Nell’attesa potrà essere imposto un deposito infruttifero da 3,6 miliardi che, nel caso le misure adottate siano insufficienti, potrà arrivare a 9 miliardi e essere convertito in multa. L’Ecofin potrebbe però non votare fino alla riunione del 22 gennaio. il governo avrà fino a sei mesi di tempo per correggere i conti.