La regione detta nuove regole per i tirocini

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Con la Legge 4 marzo 2019 n.1, in vigore dal prossimo 1 luglio, la regione Emilia Romagna riscrive la disciplina che regolamenta i tirocini.

Viene superata la distinzione tra tirocini formativi e di orientamento e tirocini di inserimento o reinserimento al lavoro.

Per tutte le tipologie di tirocini, la durata massima è stata stabilita in mesi sei, ad eccezione dei tirocini rivolti a persone in condizioni svantaggiate la cui durata rimane invariata a 12 mesi. Viene invece aumentata sino a 24 mesi la durata del tirocinio per persone con disabilità.

Confermato il contributo economico minimo pari ad € 450/mese per tutte le tipologie di tirocinanti.

Una delle novità principali riguarda l’autorizzazione preventiva e tempestiva che l’Agenzia per il Lavoro deve rilasciare entro 10 giorni dalla ricezione della documentazione ai fini di tutelare il tirocinante e garantire le conformità del percorso formativo alla nuova normativa.

La legge in esame disciplina anche il numero di tirocinanti che possono essere ospitati.

E’ previsto l’inserimento di un solo tirocinante, nelle unità operative prive di dipendenti o con non più di 5 dipendenti a tempo indeterminato nonché determinato, purché la data d’inizio del contratto sia anteriore alla data d’avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio; non più di 2 tirocinanti contemporaneamente, nelle unità operative con un numero di dipendenti compreso tra 6 e 20, assunti a tempo indeterminato nonché determinato, purché la data d’inizio del contratto sia anteriore alla data d’avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio; un numero di tirocinanti non superiore al 10% dei dipendenti contemporaneamente, con arrotondamento all’unità superiore, nelle unità operative con ventuno o più dipendenti a tempo indeterminato nonché determinato, purché la data d’inizio del contratto sia anteriore alla data d’avvio del tirocinio e la scadenza posteriore alla data di fine del tirocinio.

Alcune novità anche per quanto riguarda i divieti in capo ai soggetti ospitanti.

La nuova disciplina vieta a tali soggetti di adibire i tirocinanti a ruoli o posizioni proprie dell’organizzazione del soggetto ospitante, sostituire il personale in malattia, maternità, ferie e sciopero, farli operare in sostituzione di lavoratori, subordinati e non, in presenza di picco delle attività.

Confermati invece i seguenti divieti: realizzare più di un tirocinio con lo stesso soggetto, ospitare tirocinanti che nei due anni precedenti abbiano già lavorato per l’azienda, utilizzare tirocinanti per attività non coerenti con gli obblighi formativi previsti, divieto di ospitare un tirocinante se vi sono stati licenziamenti nei 12 mesi antecedenti l’attivazione del tirocinio, salvo siano avvenuti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, divieto di usufruire della Cassa integrazione per attività equivalenti a quelle del tirocinio nella stessa unità operativa laddove si vogli inserire un tirocinante.

Nuove sanzioni per promotori e soggetti ospitanti che prevedono, in caso di violazioni, il divieto di attivare altri tirocini per un periodo minimo di 12 mesi fino all’interdizione permanente.