La Cassazione riconosce il pluralismo sindacale

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Il 20 febbraio scorso la Suprema Corte, con sentenza n. 4951 definisce i limiti al fenomeno del dumping contrattuale.

Con questa sentenza la Corte ha affermato che il datore di lavoro è libero di scegliere il CCNL da applicare alla propria azienda, anche laddove tale contratto non rientri tra quelli sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale purchè rispettino i minimi salariali previsti per analoghe mansioni dai CCNL di settore o della categoria affine siglati dai sindacati più noti.

L’azienda è tenuta unicamente al rispetto dei livelli salariali minimi stabiliti nei contratti leader e non all’applicazione integrale di tali contratti.

Alla luce di questa pronuncia, i contratti collettivi stipulati da associazioni sindacali non considerate maggiormente rappresentative a livello nazionale che rispettano o migliorano i trattamenti econominci minimi sono quindi perfettamente applicabili.