INL, aziende libere di scegliere e applicare CCNL che preferiscono

168 Views
La nuova circolare 2/2020 dell’Ispettorato nazionale del lavoro conferma ancora una volta il cambio di approccio nel rapporto tra contrattazione collettiva e rappresentatività sindacale.

La circolare a firma del direttore dell’INL Leonardo Alestra ha infatti ribadito che i CCNL c.d. leader (es.Cgil, Cisl e Uil) non hanno alcun diritto di egemonia nel mercato del lavoro. E che ciò che conta negli accordi è esclusivamente il rispetto degli elementi normativi e contributivi, non il nome della sigla che li firma. Insomma, si ribadisce come già più volte accaduto lo scorso anno che non c’è alcun obbligo da parte delle aziende di applicare i cosiddetti contratti leader, e questa è una giusta vittoria per la libertà delle imprese italiane.

Certo è, però, che la stessa circolare si prefigge al contempo di individuare i CCNL da prendere come riferimento nelle verifiche. Ma come è possibile fare oggi una valida comparazione tra contratti collettivi? Come si possono cioè individuare i Ccnl da utilizzare come riferimento? Si ricorda che, fra i criteri necessari, c’è il dover essere una organizzazione sindacale comparativamente più rappresentativa, ma questo status non è possibile da definire in quanto non esiste una legge chiara e imparziale al riguardo, come invece prevede l’articolo 39 della Costituzione.

In Parlamento sono ferme numerose proposte sia sulla rappresentatività sindacale sia sull’introduzione del salario minimo, anche quest’ultimo legato alla rappresentatività nel Ddl depositati.

Quindi, perfetta la circolare 2/2020 nel momento in cui ribadisce l’esclusiva importanza del rispetto normativo e contributivo di un CCNL per essere qualitativo. Ma per tutto il resto la situazione è ancora molto fluida e variabile.

Ma l’aspetto importante è che, a distanza di un anno dalle ultime circolari in merito, l’Ispettorato del lavoro abbia di nuovo confermato come le aziende siano libere di cambiare, scegliere e applicare il legittimo contratto collettivo nazionale che più fa al caso loro, senza badare alla sigla firmataria ma solo alla qualità dell’accordo. Un aspetto, questo, fondamentale per il mercato del lavoro e la tranquillità di chi fa impresa, specie oggi in un periodo drammatico di stallo.

Open chat