Green pass e controlli in azienda

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A partire dal 15 ottobre 2021, tutti i lavoratori del comparto privato dovranno essere dotati di Green pass. 

Con il Dl 127 del 2021, modificato dal dl 139 del 2021, è stato infatti introdotto l’obbligo di esibire il green pass prima di accedere nei luoghi di lavoro anche per il settore privato. 

Sono soggetti all’obbligo di esibizione i lavoratori dipendenti, autonomi, collaboratori e volontari

Sono, invece, soggetti all’obbligo di verifica i datori di lavoro che potranno delegare i controlli a personale interno formalmente nominato ed appositamente istruito.

Coloro che sono in possesso di una certificazione di esenzione dall’obbligo vaccinale non sono obbligati ad esibire il green pass e, inoltre, non sono obbligati a sottoporsi al tampone.

Cosa deve fare l’impresa per adempiere agli obblighi normativi?

Per adempiere all’obbligo normativo l’azienda deve porre in essere una serie di azioni specifiche:

  • dotarsi di una procedura organizzativa ed operativa per l’esecuzione dei controlli
  • nominare formalmente con apposito atto di nomina i soggetti incaricati dei controlli (sia sul piano della sicurezza che della privacy)
  • predisporre cartelli informativi
  • predisposizione di un eventuale registro di verifica green pass (con specifiche limitazioni)
  • predisporre informative per il personale dipendente e assimilato (interno)
  • predisporre informative per il personale esterno
  • aggiornare il registro dei trattamenti dati personali 
  • effettuare un’analisi dei rischi privacy

Come e quando devono essere effettuati i controlli da parte del datore di lavoro?

L’attività di verifica non dovrà comportare la raccolta di dati dell’interessato in qualunque forma, ad eccezione di quelli strettamente necessari, in ambito lavorativo, all’applicazione delle misure derivanti dal mancato possesso della certificazione. 

Potranno essere sottoposti al controllo solo i lavoratori effettivamente in servizio per i quali è previsto l’accesso al luogo di lavoro, escludendo i dipendenti assenti per ferie, malattie, permessi o che svolgono la prestazione lavorativa in modalità agile fermo restando la necessità di esibire il Green Pass nel momento in cui tali soggetti si trovano ad accedere ai locali aziendali.

Chi alla data del 15 ottobre si trova già in smart-working può non essere munito di green pass fermo restando la necessità di esibizione della certificazione nel momento in cui si farà accesso alla sede aziendale.

I lavoratori che alla data del 15 ottobre svolgono le proprie mansioni presso la sede aziendale e sono sprovvisti di Green Pass non godono di un automatico diritto a svolgere le attività in modalità smart. Lo smart-working non può essere utilizzato come modalità elusiva all’obbligo di vaccinazione. E’ discrezionalità del datore di lavoro di concedere o meno la possibilità di attivare modalità di lavoro agile.

I controlli devono essere svolti quotidianamente al momento dell’ingresso in azienda. 

E’ da preferire una modalità di controllo a tappeto.

Laddove risultasse particolarmente difficoltoso un controllo a tappeto si potranno effettuare verifiche a campione in misura non inferiore al 20 per cento del personale presente in servizio, garantendo che tale controllo sia effettuato nel tempo, in maniera omogenea con un criterio di rotazione, su tutto il personale dipendente e, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa.

Quali le sanzioni previste?

I lavoratori sprovvisti di certificazione non possono accedere ai luoghi di lavoro e la loro assenza viene considerata ingiustificato sino a presentazione di una valida certificazione con conseguente sospensione dallo stipendio ma con diritto alla conservazione del posto di lavoro e senza applicazione di sanzioni disciplinari. La norma prevede anche che non verranno versati i contributi né si matureranno ferie

Nelle imprese con meno di 15 dipendenti dopo 5 giorni assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere e sostituire il lavoratore per un periodo massimo di 10 giorni, rinnovabili una sola volta per altri 10 giorni. Nel caso in cui sia attivato un contratto a termine per la sostituzione del dipendente senza Green pass, quest’ultimo rimane sospeso per la durata del contratto di lavoro stipulato. 

Per colore che entrano nei luoghi di lavoro senza ammettere di non avere il green pass, eludendo i controlli o esibendo una certificazione falsa scatterà una sanzione amministrativa sa 600 a 1.500 euro oltre ad eventuali sanzioni disciplinari.

Per il datore di lavoro che omette i controlli sono previste sanzioni da 400 a 1.000 euro

Le novità in sintesi del DPCM 12 OTTOBRE 2021:

Il Dpcm 12 Ottobre 2021 prevede nuove modalità di verifica del possesso del Green Pass e fornisce indicazioni e strumenti per una verifica automatica e quotidiana.

Le modalità di controllo perviste: 

  • Utilizzo APP VERIFICA C19
  • PIATTAFORMA NAZIONALE DGC SOGEI
  • INTEGRAZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO ACCESSI CON APPLICAZIONI SDK 

Dei sistemi di verifica elencati nel DPCM il più rapido, destinato ai datori di lavoro privati, è proprio quello che si azionerà attraverso l’INPS. Tale procedimento di controllo si impernia sulla tessera sanitaria (TS) e sulla piattaforma nazionale Dgc gestita da Sogei. I delegati al controllo accreditati potranno inserire nel portale INPS, anche massivamente, i codici fiscali dei dipendenti da esaminare e sarà poi l’INPS a inoltrare le richieste alla piattaforma Sogei. Le verifiche potranno essere, in quest’ultima ipotesi, effettuate in “anticipo”, anche per una lunga lista di collaboratori e le risposte giungeranno ancor prima dell’effettivo accesso sul luogo di lavoro.

Un’ulteriore possibilità di verifica automatizzata, aperta a datori di lavoro pubblici e privati, è quella del software da integrare nei tornelli. L’attività di verifica del possesso delle certificazioni verde Covid-19 possa essere effettuata anche attraverso modalità alternative all’app VerificaC19, quali l’impiego di un pacchetto di sviluppo per applicazioni (SDK), rilasciato dal Ministero con licenza open source, da integrare nei sistemi di controllo degli accessi ovvero, per i datori di lavoro pubblici e privati, mediante l’utilizzo di una specifica funzionalità della Piattaforma NoiPA o del Portale istituzionale INPS.

Il Green Pass potrà essere richiesto al lavoratore con anticipo di non oltre 48 ore per consentire all’impresa di organizzarsi al meglio e di pianificare i turni (al momento il software non è abilitato per controlli anticipati).

Il nuovo software ministeriale che attraverso la tessera sanitaria permetterà di leggere i dati messi a disposizione dal ministero della Salute e consentirà quindi una verifica quotidiana e automatica del pass.

Fra le nuove funzionalità per l’app Verifica C-19 tra cui la possibilità di un controllo automatico, massivo e anticipato vi sarà anche una limitazione dei dati rilevati al solo “possesso” della Certificazione “in corso di validità“, senza specificare “ulteriori informazioni”.

Le linee guida lasciano libero il datore di lavoro di stabilire le modalità attuative/operative relative all’esecuzione dei controlli.

In attesa che le nuove funzionalità siano rese disponibili, l’app Verifica C19 al momento è l’unico strumento attivo e utilizzabile per i controlli.

Gli uffici di Conflavoro PMI sono a disposizione delle imprese che hanno necessità di supporto per adempiere agli obblighi normativi. Potete contattarci al numero 0522-506367 o scriverci a segreteria@conflavoro.re.it.

Ricordiamo che a tutti i nostri associati la modulistica sopra riportata viene fornita gratuitamente.