Giovani, startup e reddito di cittadinanza: tutti gli incentivi per avviare un’impresa

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Ecco le tre principali misure per avviare nuova imprenditorialità. Scrivici su info@conflavoro.it per avere tutte le informazioni necessarie

La creazione di un nuovo e florido mercato economico in Italia dovrà passare necessariamente anche dall’incentivazione, per i più giovani, a fare impresa da parte dello Stato. Un più semplice accesso al credito è prerogativa necessaria, anche se non esaustiva, per avviare nuova imprenditorialità.

Tra le misure studiate dal ministero dello Sviluppo economico, sono in particolare tre quelle dedicata alla startup d’impresa: nuove imprese a tasso zero, SELFIEmployment e autoimprenditorialità con il sostegno del reddito di cittadinanza. Vediamole nel dettaglio.

Nuove imprese a tasso zero

E’ il sostegno dedicato a chi vuole creare una micro o piccola impresa a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile. L’impresa deve trovarsi su suolo italiano e la compagine societaria deve essere costituita per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione da soggetti con età compresa tra i 18 e i 35 anni, oppure da donne.

Le agevolazioni consistono in un finanziamento a tasso zero per un importo non superiore al 75% della spesa ammissibile per programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro. I programmi devono essere relativi a:

Produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;

Fornitura di servizi alle imprese e alle persone, in qualsiasi settore;
Commercio e turismo;
Attività riguardanti la filiera turistico-culturale o l’innovazione sociale.

SELFIEmployment

E’ il sostegno per finanziare con prestiti a tasso zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali promosse da NEET tra i 18 e i 29 anni. NEET è l’acronimo di Not Engaged in Education, Employment or Training e indica chi non è impegnato nello studio, né lavora né è in formazione. Il fondo rientra nell’ambito del programma Garanzia Giovani, cui bisogna dunque essere iscritti, e rientra sotto la supervisione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Le iniziative finanziabili sono quelle ricomprese in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising. Tra questi, il turismo inteso come alloggio, ristorazione, servizi, i servizi culturali e ricreativi, i servizi alla persona. E ancora: i servizi per l’ambiente; i servizi ICT, i servizi alle imprese manifatturiere e artigiane. Ma anche ciò che attiene al risparmio energetico e alle rinnovabili, il commercio al dettaglio e all’ingrosso, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli.

Le agevolazioni concesse puntano a coprire gli investimenti iniziali e le spese di gestione. Si va da un prestito minimo di 5 mila euro a un massimo di 50 mila euro al fine di avviare iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità. E’ possibile fare richiesta come impresa individuale, società di persone e società cooperativa con massimo nove soci.

Sono ammesse al prestito le società costituite da non più di 12 mesi.

Autoimprenditorialità con il sostegno del reddito di cittadinanza

Per chi beneficia del reddito di cittadinanza e ha intenzione di avviare un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o una società cooperativa, sono previste delle agevolazioni. In sostanza a questi soggetti viene riconosciuto un contributo a fondo perduto pari a sei mensilità del reddito di cittadinanza, sempre da intendersi nei limiti di 780 euro mensili. Il contributo, però, viene erogato in un’unica soluzione. L’unica discriminante consiste nel fatto che l’attività debba essere avviata durante i primi 12 mesi di fruizione del beneficio.