Garante Privacy: limitazione dei dati in conservazione delle Fatture Elettroniche

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A ridosso dell’entrata in vigore dell’obbligo della fatturazione elettronica, il Garante Privacy, che dapprima bastona il sistema mettendone in forse l’avvio, conferma la partenza ufficiale della Fattura Elettronica a partire dal 1 gennaio 2019.

I dubbi sulla tutela dei dati personali sollevati qualche settimana fa dall’Autorità Garante non vengono del tutto risolti ma, il Garante Privacy, promuove comunque il sistema di fatturazione come inizialmente progettato con un’unica prescrizione: limitare il numero di informazioni che potranno essere conservate all’interno dei server dell’Agenzia delle Entrate.

L’ente potrà, infatti, conservare solamente i dati fiscali utili ad eventuali controlli incrociati, tutti gli ulteriori dati non potranno essere archiviati. Nessuna descrizione dei beni o servizi acquistati, nessuna banca dati delle fatture. L’Agenzia delle entrate potrà archiviare le fatture solo su richiesta dei contribuenti che avranno la necessità di consultarle.

Ulteriori sforzi, orientati ad una maggiore tutela dei dati, sono stati richiesti all’Agenzia delle entrate in relazione ai controlli effettuati con sistemi automatizzati ed in relazione all’acquisizione delle fatture per le quali il contribuente usufruisce dei servizi di consultazione e conservazione.

Tale compromesso durerà sino alla primavera. Il Garante Privacy, infatti, ha già programmato una ulteriore verifica del sistema per metà aprile, in occasione della quale le prescrizioni si faranno più stringenti ed occorrerà trovare un nuovo punto di incontro tra fisco e Autorità di controllo.