Fattura elettronica, i dubbi sulla privacy non fermano Tria: “Nessuna proroga”

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Dopo le criticità sollevate dal garante della privacy il ministero dell’Economia prova a correre ai ripari ‘salvando’ dalla e-fattura farmacisti e medici.

Fatturazione elettronica, avanti tutta nonostante la stroncatura del garante della privacy. Non ci sarà infatti alcuna proroga all’avvio della fatturazione elettronica B2B. Anche e soprattutto perché il governo, con questo strumento, punta a recuperare circa 2 miliardi di evasione. Dunque l’esecutivo ne conferma sì l’obbligo generalizzato a partire dal 2019, ma con dei nuovi distinguo. Il rispetto dei tempi previsti, con l’introduzione dal primo gennaio, sono stati confermati oggi (20 novembre) dal ministro Giovanni Tria durante l’inaugurazione dell’anno di studi 2018-19 della Guardia di Finanza.

I dubbi della Lega

Il senatore Alberto Bagnai, una delle principali voci economiche della Lega nonché presidente della commissione Finanze di palazzo Madama, dopo le criticità espresse dal garante aveva chiesto direttamente lo stop per la e-fattura. “E’ auspicabile una riflessione più profonda – aveva detto – che non stravolga l’impianto della manovra, ma eviti di percorrere strade rispetto alle quali non solo le associazioni di categoria ma anche le Autorità indipendenti hanno espresso un allarme che sarebbe irresponsabile trascurare”.

Nel mirino restano le imprese: al via un tavolo tecnico per arrivare alla piena conformità al Gdpr

In ogni caso, dopo le criticità sollevate dal garante della privacy a causa della possibile fuga di informazioni sui dati sensibili, il ministero dell’Economia ha comunque intenzione di fare un passo indietro su alcune categorie ‘delicate’. In particolare, si tratta di quella dei medici e dei farmacisti. Per loro l’obbligo delle-fattura non dovrebbe scattare e questo, quindi, dovrebbe essere il compromesso studiato dall’esecutivo per andare incontro ai rilievi del garante. Sono due categorie, del resto, che si trovano a stretto contatto coi dati personali dei contribuenti.

Resta però il problema relativo alla sicurezza dei dati delle imprese, un altro dei dubbi sollevati negli scorsi giorni. E, di conseguenza, rimane un punto interrogativo sulla piena conformità della fatturazione elettronica al Gdpr. Per questo motivo l’Agenzia delle entrate ha iniziato un percorso di interlocuzione con il garante della privacy così da individuare insieme i correttivi necessari.