Fase 2: cosa dovranno fare le imprese?

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La direzione tecnica dell’INAIL, in vista della cosiddetta fase 2 e dalla graduale riapertura delle attività produttive e commerciali, ha approvato un documento tecnico sulle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione (protocollo sicurezza).

Tale documento detta, quindi, le indicazioni specifiche da seguire nei luoghi di lavoro nella fase di riapertura delle attività produttive, prevista dal prossimo 4 maggio, per garantire la tutela della salute e sicurezza di tutti i lavoratori.

Di seguito una lista completa delle precauzioni per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro:

Pulizia e sanificazione dei locali aziendali

  • L’azienda deve svolgere una sanificazione giornaliera, con adeguati detergenti, dei locali, degli ambienti, dei reparti produttivi, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago
  • Alla fine di ciascun turno dovranno essere sanificate le attrezzature utilizzate da più lavoratori (tastiere di computer, schermi touch screen, mouse, telefoni, ecc…)
  • Nelle aree soggette a maggior endemia o nelle aziende in cui vi sono stati casi sospetti di Covid-19 dovrà essere eseguita una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni
  • Qualora le operazioni dovessero richiedere una tempistica più lunga, il datore di lavoro potrà ricorrere agli ammortizzatori sociali(anche in deroga) previsti dal decreto Cura Italia (Decreto Legge n. 18/2020).

Affissione di volantini informativi per i dipendenti

L’azienda deve informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda sulle disposizioni delle Autorità, affiggendo appositi dépliant informativi che dovranno indicare:

  • divieto di entrata nei locali qualora la persona abbia febbre oltre 37.5°
  • obbligo per il dipendente di comunicare per tempo uno stato febbrile o influenzale
  • divieto di accesso in azienda a chi, negli ultimi 14 giorni, ha avuto contatti con persone positive al COVID-19 o che provengano da zone a rischio

Modalità di ingresso dei lavoratori e dei soggetti esterni

Il datore di lavoro deve effettuare verifiche sulle persone che intendono entrare all’interno dell’azienda. Nello specifico:

  • per l’accesso di fornitori esterni dovranno essere individuate procedure di ingresso, transito e uscita mediante percorsi modalità predefinite al fine di ridurre le occasioni di contagio
  • controllo obbligatorio della temperatura corporea ai propri lavoratori che non deve superare i 37,5°
  • qualora l’azienda metta a disposizione dei lavoratori un servizio di trasporto, questo deve rispettare le procedure di sicurezza e garantire la distanza minima di un metro
  • divieto, da parte degli autisti di scendere dagli automezzi una volta entrati nell’ambito aziendale
  • per alcune attività (es. centri estetici e parrucchieri) dovrà essere rispettato il rapporto uno a uno (un operatore – un cliente)
  • turnazione del personale con orari di ingresso e uscita scaglionati e laddove possibile dedicare una porta di ingresso ed una di uscita dagli stessi locali (percorso a senso unico) con colonnine di gel antibatterici
  • per personale esterno individuare servizi igienici dedicati con divieto di utilizzo degli stessi da parte del personale interno e garantire una pulizia giornaliera
  • ridurre al minimo l’ingresso di personale esterno

Precauzioni igieniche e fornitura di dispositivi di protezione individuale

L’azienda dovrà verificare che il personale adotti tutte le precauzioni igieniche

  • pulizia delle mani e uso di detergente igienizzante, messo a disposizione dall’azienda stessa
  • Il datore di lavoro dovrà fornire ai propri lavoratori e, in generale, a tutte le persone che vorranno entrare in azienda,anche guanti e mascherine
  • dovranno essere indossati e installati tutti i dispostivi di protezione individuale idonei a garantire un elevatezze livello di sicurezza
  • dovrà essere garantito il distanziamento di almeno un metro e per alcuni settori esempio bar e ristoranti i tavoli dovranno essere posizionati ad almeno due metri fra loro con drastica riduzione della capienza dei locali

Gestione spazi comuni

  • L’accesso a zone comuni, quali mensa, spogliatoi, aree ristoro e fumatori, sono soggette a restrizioni. I lavoratori dovranno occuparli per il tempo strettamente necessario sempre mantenendo la distanza di sicurezza minima di un metro elevata a minimo (anche due per la zona mensa) Inoltre, i locali dovranno essere continuamente areati e puliti con detergenti antibatterici (es. sanificazione degli spogliatoi ad ogni turno, ventilazione continua).
  • L’azienda dovrà limitare al minimogli spostamenti all’interno. Non dovranno essere consentite le riunioni in presenza, ma solo attraverso collegamento a distanza. Se non fosse possibile, dovranno essere effettuate con un massimo di partecipanti rapportati alla grandezza della sala in quanto dovrà essere garantita la distanza di almeno un metro, fermo restando che non devono comunque formarsi gruppi numerosi.
  • L’azienda dovrà sospendere tutti gli eventi interni e le attività di formazione in aula, anche quelle di natura obbligatoria. Sarà possibile la formazione da remoto.

Utilizzo modalità di lavoro agile

  • L’azienda dovrà sospendere tutte le trasferte e i viaggi di lavoro
  • Utilizzare la modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte a distanza
  • Qualora non sia possibile la modalità in smart-working l’azienda dovrà provvedere ad una rimodulazione con un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione
  • Se l’azienda non riuscisse a ricollocare in sicurezza i lavoratori, potrà utilizzare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili

Indicazioni sui comportamenti da avere in caso di sintomatologia compatibile con il Covid-19.

Qualora il lavoratore abbia sviluppato febbre e sintomi di infezione respiratoria quali, ad esempio, la tosse, dovrà dichiararlo immediatamente all’ufficio del personale e l’azienda dovrà isolarlo ed avvertire le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il COVID-19 forniti dalla Regione o dal Ministero della Salute (numero 1500).

Il passaggio successivo sarà quello di valutare eventuali possibili contatti stretti che il lavoratore ha avuto all’interno dell’azienda, così da allontanarli cautelativamente.

Sorveglianza sanitaria

Dovrà continuare esclusivamente nel rispetto delle misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della Salute.

Il medico competente dovrà collaborare con il datore di lavoro, con il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e con il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) nell’integrare e proporre le misure di regolamentazione legate al Covid-19.

Dovranno essere privilegiate le visite preventive, a richiesta e da rientro malattia.

 

Clicca qui e scarico il testo completo del protocollo sicurezza siglato il 24 aprile

https://www.conflavoro.re.it/wp-content/uploads/2020/04/Protocollo-condiviso-24-aprile.pdf