Doppio nesso causale e responsabilità del DL in caso di contagio da Covid-19

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Come noto l’eventuale contagio da Covid-19 del personale durante l’attività lavorativa è qualificato come infortunio sul lavoro.

Per consideralo tale, come già spiegato nel precedente articolo, occorrerà riscontrare il nesso causale tra il contagio e lo svolgimento della prestazione di lavoro che nel caso di infezione epidemiologica non può essere considerato presunto.

Una presunzione semplice di contagio può essere ravvisata solo per alcuni settori ad elevato rischio come ad esempio gli operatori sanitari, i cassieri, gli addetti alle vendite / front office.

Laddove poi a tale nesso causale si dovesse aggiungere anche la carenza dei presidi di sicurezza e contagio possono configurarsi responsabilità penali per il datore di lavoro.

E’ bene precisare che il riconoscimento del conto come infortunio sul lavoro non fa scattare automaticamente una responsabilità civile o penale del datore di lavoro.

Il datore di lavoro risponde, infatti, penalmente e civilmente delle infezioni di origine professionale solo se viene accertata la propria responsabilità per dolo o per colpa.

L’onere della prova del esso di causalità per poter qualificare il contagio come infortunio sul lavoro e conseguentemente per eventuali azioni a carico del datore di lavoro, sono in capo all’Inail e allo stesso lavoratore. Mentre l’onere della prova nei confronti dell’Inail è carico del soggetto assicurato ossia del lavoratore (circolare n.13/2020).

ll riconoscimento dell’infortunio da parte dell’Istituto poi non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale in quanto in quanto in questo ambito vige il principio di presunzione di innocenza che pone quindi l’onere della prova in capo all’accusa ossia a carico del pubblico ministero.

Le possibili responsabilità di natura penale in caso di contagi in ambito lavorativo, sono rappresentate dai reati di lesioni colpose (art.590 c.p.) o, nel caso in cui il contagio causi il decesso, del reato di omicidio colposo (art.589 c.p.).

L’INAIL potrebbe poi anche richiedere al datore di lavoro di risarcire direttamente all’istituto le somme erogate ai lavoratori infortunati (responsabilità restitutoria) e a corrispondere agli stessi lavoratori l’ulteriore danno differenziale (responsabilità risarcitoria). La quota erogata dall’INAIL riguarda infatti solo una parte dell’indennizzo sottoforma di rendita me non corrisponde l’intero danno civilistico.

 

Clicca qui e leggi articolo INAIL: “L’infortunio sul lavoro per Covid-19 non è collegato alla responsabilità penale e civile del datore di lavoro”

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