Decreto Ristori Bis, caos nel calcolo degli indennizzi

442 Views

Il Decreto Ristori Bis, redatto sull’impronta del primo Decreto Ristori che a sua volta fa riferimento al decreto Rilancio pone non poche perplessità sul calcolo degli indennizzi in funzione dell’andamento cromatico delle regioni.

Ciò non è agevolata dalla costante proliferazione di norme che si susseguono fra loro.

L’istanza per la richiesta dei ristori si basa, infatti, su una serie di norme che prende vita dal decreto Rilancio con coefficienti di riferimento via via crescenti, mentre la classificazione delle aree di rischio è variabile. Le cromie delle Regioni possono infatti, in base alla situazione che di girono in girono si presente, essere modificate con autonomo decreto del Ministro della Salute.

Pertanto per alcune categorie potrà verificarsi una situazione di diritto temporaneo all’indennizzo extra previsto dal decreto Ristori Bis in quanto condizionato dalla cromia della Regione in cui opera e alla permanenza di essa in tale fascia di rischio.

Il Decreto Ristori Bis aggiorna infatti alcuni coefficienti per tutto l’intero territorio nazionale (es. i centri commerciali colpiti dalla chiusura nel fine settimana riceveranno un’integrazione del 30% rispetto a quanto previsto dal Decreto Rilancio).

Per le nuove istanze, comprese quelle degli esercenti con fatturati annui superiori a 5 milioni, il parametro del 30% sarà applicato al valore del fondo perduto determinato secondo i criteri fissati dal D.L. n. 34/2020.

Vengono poi aggiornati anche i codici Ateco, pertanto, fra i beneficiari delle agevolazioni del Ristori Bis vi sono anche negozi (dall’abbigliamento agli elettrodomestici fino ai sexy shop), gli ambulanti, gli estetisti e gli altri servizi alla persona (compresi piercing e tatuaggi), i servizi per gli animali (canili, toelettatura) e le agenzie matrimoniali.

A bus turistici, trasporti lagunari, corsi di danza, lavanderie industriali, negozi di bomboniere, fotoreporter, traduttori e pirotecnici sarà riconosciuto un ristoro del 100% rispetto a quanto incassato in primavera.

Il coefficiente sarà invece del 50% per il settore della ristorazione senza somministrazione (es. rosticcerie, pizze al taglio ecc…) e per gli internet point. Il 200% spetterà a guide alpine, musei, biblioteche, monumenti e anche orti botanici e zoo.

Inoltre, il decreto Ristori Bis prevede un contributo raddoppiato, rispetto alla misura estiva, per 57 nuove categorie che hanno subito le maggiori restrizioni perché operanti nelle “zone rosse”. Il ristoro passa, quindi, dal 150% al 200%, ad esempio, per bar, pasticcerie e gelaterie attive in zone ad alto rischio (rossa e arancione).

Risulta evidente che se non si provvederà alla risoluzione delle problematiche sul calcolo degli indennizzi l’erogazione degli stessi si scontrerà con importanti problemi operativi.