Decreto Liquidità, quali le principali misure per le imprese

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Molte sono le misure messe in campi dal Governo con il Decreto Liquidità, vediamo in sintesi quali sono i principali interventi di interesse per le imprese.

FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE

Il decreto liquidità consente agli istituti di credito di concedere prestiti, alle micro piccole e medie imprese ed ai professionisti, con procedure semplificate seppure differenziate in base alla dimensione aziendale ed al credito richiesto.

Per richiedere il prestito sarà quindi sufficiente fare richiesta al proprio istituto bancario tramite una modulistica standard che dovrebbe garantire tempi celeri di evasione.

Non sono richieste garanzie da parte dell’imprese, indipendentemente dall’imposto richiesto e dalla dimensione aziendale, in quanto essa viene prestata in modo gratuito dallo Stato (tramite la SACE Spa – società della Cassa Depositi e Prestiti ed il Fondo di garanzia delle PMI) proprio per favorire le imprese che hanno difficoltà nell’accesso al credito bancario.

L’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le imprese richiedenti il prestito abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

In base all’importo richiesto potrà invece essere necessaria una valutazione di merito del credito.

  • Prestiti sino a 25.000 euro

Le imprese che chiederanno prestiti sino a 25.000 euro godranno di una garanzia gratuita al 100% e non dovranno quindi effettuare l’iter ordinario normalmente previsto (nessuna istruttoria e valutazione di merito) ma sarà sufficiente fare richiesta alla propria banca.

  • Prestiti da 25.000 euro a 800.000 euro

Le imprese che invece chiederanno un importo compreso fra 25.000 e 800.000 euro godranno sempre di una garanzia gratuita e al 100% da parte dello stato ma sarà necessaria una valutazione di merito del credito e dell’impresa.

  • Prestito da 800.000 euro a 5.000.000 euro

Possono essere richiesti, da parte di imprese sino a 5milioni ma la garanzia scende, occorre la valutazione di merito e le procedure si fanno più complesse.

Imprese sino a 500 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro:

la garanzia statale scende al 90% (il restante 10% sarà garantito dai Confidi) e le procedure di valutazione e concessione, seppure più semplificate rispetto alle modalità tradizioni, divengono più complesse ed articolate.

Imprese con più di 500 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro:

la copertura scende all’80%  sino ad arrivare  al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi.

Per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni di euro, la garanzia concessa dal Fondo al 90% può essere cumulata con un’altra garanzia di un terzo soggetto, per ottenere prestiti con una garanzia del 100% su finanziamenti di importo massimo di 800.000 euro (e comunque non superiori al 25% dei ricavi del beneficiario).

L’importo della garanzia non potrà infatti superare in nessun caso il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda.

Misure certamente importanti a sostegno delle imprese e che si auspica gli istituti di credito siano in grado di mettere in campo in tempi rapidissimi.

E’ doveroso evidenziare che trattandosi di prestiti tali somme dovranno poi essere restituiti dalle imprese.  

I termini massimi previsti per la restituzione sono di 6 anni. Il rimborso del capitale non decorre prima di 18 mesidall’erogazione del prestito. Inoltre, vengono richiesti alcuni impegni da parte delle imprese che usufruiscono di tali misure di sostegno, come ad esempio, la non distribuzione dei dividendi per un anno e il mantenimento dei medesimi livelli occupazionali.

MISURE FISCALI

Gli interventi in ambito fiscale sono molto ricchi e complessi.

Si elencano di seguito le principali novità introdotte dal decreto e di interesse per le imprese.

  • sospensione, per i mesi di aprile e maggio, dei versamenti di ritenute su redditi da lavoro dipendente, addizionali IRPEF, IVA e contributi previdenziali e INAIL per:
  • per i soggetti con ricavi/compensi 2019 non superiori a 50 milioni di euro se hanno subito una riduzione del 33% dei ricavi di marzo e aprile 2020 rispetto a marzo e aprile;
  • per i soggetti con ricavi/compensi 2019 superiori a 50 milioni di euro se hanno subito una riduzione del 50% dei ricavi di marzo e aprile 2020 rispetto a marzo e aprile.
  • per chi ha aperto la partita IVA successivamente al 31 marzo 2020

–       per le zone più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza) si prescinde dalla soglia      di fatturato, sarà sufficiente il calo di fatturato del 33%;

Tali versamenti dovranno poi essere effettuati in una unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o tramite una rateizzazione in massimo 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

In merito a tali misure sono sorti già molti dubbi relativamente alla riduzione, ossia se essa debba sussistere per entrambi i mesi o sia sufficiente la riduzione dei ricavi di uno solo dei due mesi (sembra prendere piede l’orientamento per cui sia sufficiente un calo in uno solo dei due mesi indicati). Altri interrogativi emergono relativamente a fatture emesse nei mesi di marzo e aprile 2020 ma di competenza dell’anno 2019 e ancora per i soci di società di capitali, di norma trattati come co.co.co e il cui reddito è un reddito di norma considerato come reddito societario sarà sempre cosi? O entrerà in campo anche il reddito personale? Si dovranno quindi attendere i chiarimenti degli esperti per comprendere meglio tutti i dettagli di tali misure.

Per chi non rientra nelle nuove sospensioni dovrebbero essere confermate le sospensioni già previste in precedenza e sinteticamente:

  • sospensione versamenti contributi fino al 30 aprile 2020, con ripresa in unica soluzione entro il 31 maggio 2020 ovvero in massimo 5 rate mensili a partire dal mese di maggio 2020 per i settori maggiormente colpiti
  • sospensione versamenti contributi fino al 31 maggio 2020, con ripresa in unica soluzione entro il 30 giugno 2020 ovvero in massimo 5 rate mensili a partire dal mese di maggio 2020 per associazioni sportive e federazioni nazionali
  • nessuna sanzione per chi trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al dipendente il modello CU entro il 30 aprile
  • bollo su fatture elettroniche: e l’imposta del 1° trimestre è inferiore a 250 euro, il versamento avviene entro la scadenza del secondo trimestre (quindi entro il 20 luglio), mentre se l’imposta del 1° e 2° trimestre è inferiore a 250 euro il versamento entro la scadenza del terzo trimestre (quindi entro il 20 ottobre);
  • i versamenti in scadenza lo scorso 16 marzo 2020 che, in base al D.L. n. 18/2020 (art. 60) sono slittati al 20 marzo, non sono sanzionati se vengono effettuati entro il 16 aprile 2020;
  • DURFemessi nel mese di febbraio 2020 sono validi fino al 30 giugno 2020
  • introdotte ulteriori modifiche alla disciplina dei dividendi distribuiti a società semplici
  • estese le tipologie di spese ammesse al credito d’imposta attribuito per le spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro (art. 64, D.L. n. 18/2020) includendo quelle relative all’acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari), ovvero all’acquisto e all’installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi). Sono, inoltre, compresi i detergenti mani e i disinfettanti.

Prorogata la sospensione per:

  • i versamenti delle ritenute su redditi lavoro autonomo e provvigioni per soggetti con ricavi 2019 non superiori a 400.000 euro, la sospensione già prevista dal 17 marzo al 31 marzo 2020 è estesa fino al 31 maggio 2020 e il versamento delle ritenute, in autoliquidazione, avviene entro il 31 luglio 2020, in unica soluzione o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di luglio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

LE ALTRE PRINCIPALI MISURE PRVISTE PER LE IMPRESE

  • rinvio della entrata in vigore del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza al 1° settembre 2021
  • la perdita del capitale, dovuta alla crisi da Covid-19, non pone gli amministratori di un numero elevatissimo di imprese nell’alternativa tra l’immediata messa in liquidazione, con perdita della prospettiva di continuità per imprese anche performanti, ed il rischio di esporsi alla responsabilità per gestione non conservativa ai sensi dell’art. 2486 c .c.
  • effetti devianti dell’attuale crisi economica neutralizzati attribuendo ai bilanci una concreta e corretta valenza informativa anche nei confronti dei terzi, consentendo alle imprese che prima della crisi presentavano una regolare prospettiva di continuità di conservare tale prospettiva nella redazione dei bilanci degli esercizi in corso nel 2020, ed escludendo, quindi, le imprese che, indipendentemente dalla crisi COVID-19, si trovavano autonomamente in stato di perdita di continuità
  • proroga dei termini di adempimento dei concordati preventivi e degli accordi di ristrutturazione che abbiano già conseguito con successo l’omologa da parte del tribunale al momento dell’emergenza epidemiologica