Decreto Aprile, aiuti a fondo perduto per le MPMI

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Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, annuncia aiuti a fondo perduto per micro piccole e medie imprese (MPMI).

Nascerà un fondo di solidarietà da circa 8 miliardi fornire sostegno alle piccole imprese.

Gli aiuti che il Governo erogherà alle MPMI avranno un importo medio di 5 mila euro ad impresa.

Ancora in fase di valutazione le modalità di erogazione del sostegno che con molta probabilità potrebbe essere erogato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito diretto sul conto corrente dell’impresa beneficiaria.

Le imprese che potranno fruire dell’aiuto dovranno essere qualificati come MPMI ed avere un massimo di 9 dipendenti.

Oltre agli aiuti a fondo perduto altre misure a sostegno di imprese e autonomi.

Il ministro ha infatti annunciato il rifinanziamento del bonus autonomi, tagli delle bollette e ricapitalizzazione delle grandi imprese.

Cosa dovrebbe prevedere il decreto in arrivo:

Bonus 600 mese di aprile

  • Ai beneficiari del bonus nel mese di marzo sarà erogata un’indennità di euro 600 anche per il mese di aprile.

Bonus 1000 euro maggio

  • Per liberi professionisti e partite iva, iscritti alla gestione separata che abbiano avuto una riduzione di almeno il 33% del reddito secondo bimestre 2020
  • Per i co.co.co che hanno interrotto il rapporto di lavoro
  • Per autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago che per Covid-19 hanno cessato l’attività o subito un taglio di almeno il 33% del fatturato o dei corrispettivi del secondo bimestre
  • Per gli addetti stagionali del turismo, delle terme, dello spettacolo, dello sport, delle vendite a domicilio, per gli intermittenti.

Il bonus di aprile verrà erogato automaticamente per i percettori dell’indennità nel mese di marzo. I fondi disponibili ammontano a 4 miliardi.

Nel mese di maggio invece i fondi diminuiranno a 3 miliardi e l’erogazione del bonus seguirà criteri selettivi e dovrà essere presentata apposita domanda all’INPS nella quale si autocertificano i requisiti.

Il Governo sta ancora valutando le modalità di selezione. Potrà essere introdotta una soglia di reddito massimo (si ipotizza 35.000 euro) oppure si potrà fare riferimento ai codici Ateco relativi alle attività produttive che sono state escluse dalla riapertura della fase 2.