Coronavirus e la tutela della Privacy nei luoghi di lavoro

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A causa dell’emergenza delle ultime settimane, che ha richiesto alle imprese adeguate misure a protezione della sicurezza nei luoghi di lavoro, si è diffusa la prassi di somministrare questionari a lavoratori, clienti, fornitori, visitatori ed in alcuni casi anche quella di sottoporre chiunque si appresti ad accedere alle aree aziendali, ad uno screening della temperatura corporea.

In molte realtà aziendali, infatti, viene richiesta la compilazione di questionari in cui viene chiesto di indicare se si è stati in Cina o in una delle “zone rosse” negli ultimi 15 giorni o, se sempre nel medesimo lasso di tempo, si hanno avuto contatti con soggetti provenienti da tali zone e che presentassero sintomi quale febbre e/o tosse o ancora se nelle ultime due settimane si ha avuto febbre, tosse, sintomi influenzali o se tali sintomi li avesse avuti qualche familiare ed una ulteriore serie di simili domande.

Molte delle informazioni raccolte con tali questionari contengono informazioni che rientrano nell’abito dei dati sanitari. Come noto i dati sanitari rientrano nella categoria dei dati c.d. particolari il cui trattamento è di norma vietato salvo ricorrano i casi specifici individuati dall’art.9 Reg.UE 2016/679. Il loro trattamento nell’ambito dei rapporti di lavoro è poi disciplinato anche dal Provvedimento n.176 del 29 luglio 2019 dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali che richiama ed integra quanto previsto nel Regolamento stesso.

L’ordinanza del Ministero della Salute del 21 febbraio 2020 relativa alla quarantena cita quale presupposto per il trattamento quanto previsto al paragrafo 2 dell’art.9 del Reg. (UE) 2016/679 ossia che il trattamento può essere effettuato ed essere ritenuto lecito se effettuato “nel settore della sanità pubblica per motivi di interesse pubblico quali la minaccia per la salute…” nulla evidenziando sul possibile trattamento da parte delle imprese in casi emergenziali che richiedono il trattamento di tali dati per la tutela della salute di lavoratori e cittadini.

Anche il Parere dell’Autorità Garante del 2 febbraio 2020 sulla “bozza di ordinanza recante disposizioni urgenti di protezione civile” non fornisce una chiara indicazione su come tale trattamento possa essere svolto anche da parte delle imprese al fine di consentire ai datori di lavoro di adempiere agli obblighi di tutela, salute e protezione dei lavoratori e dei luoghi di lavoro come richiesto dal d.lgs. 81/08.

Ne deriva quindi che se il trattamento di dati sanitari è certamente ammesso da parte dei soggetti individuati dal Regolamento (autorità sanitarie o altri soggetti che svolgono funzioni pubbliche es. protezione civile) per le imprese ciò non sarebbe consentito. Nelle realtà aziendali infatti l’unico soggetto ammesso al trattamento di dati sanitari è il medico competente salvo i casi in cui alcune informazioni (es. l’appartenenza a categorie protette) siano necessarie per lo svolgimento delle attività lavorative.

Si invitano le imprese a rispettare quanto più possibile i principi di minimizzazione e riservatezza imposti dal Reg.UE 2016/679 prediligendo procedure generalizzate che garantiscano comunque un livello di protezione adeguato e permettano al datore di lavoro di adempiere agli obblighi di cui al d.lgs. 81/08. 

Potrebbe quindi essere sufficiente una comunicazione indirizzata a tutti i lavoratori, fornitori ed utenti da affiggere all’ingresso dell’azienda con cui si invita chiunque abbia soggiornato in aree a rischio, presenti sintomi quali febbre e/o tosse, sia stato a contatto con soggetti provenienti da aree a rischio (Cina o zone rosse) e/o sia stato a contatto con soggetti che abbiamo avuto febbre o tosse a non accedere alla sede aziendale. 

Una simil comunicazione potrebbe anche essere pubblicata sul sito web aziendale ed inoltrata via mail al personale dipendente al fine di informare i lavoratori e chiunque debba, a vario titolo, accedere alla sede aziendale.

In questo modo sarebbe comunque possibile per il datore di lavoro adempiere agli obblighi previsti dal d.lgs 81/08 senza però violare quanto previsto dalla normativa privacy vigente in quanto non verrebbero raccolti dati sanitari ed altre informazioni personali riconducibili a soggetti determinati. Inoltre, una tale modalità garantirebbe un risultato analogo a quello che si otterrebbe ad esempio con un questionario con il plus di non incorrere in violazioni in ambito privacy.

Per quanto riguarda la rilevazione delle temperature, tale procedura sarebbe attuabile solo in caso di sottoscrizione di accordi fra impresa e lavoratori (accordo sindacale-aziendale). Inoltre tali temperature non devono essere registrate nè in formato elettronico né in formato cartaceo. Si rammenta che la rilevazione della temperatura, quale dato sanitario, dovrebbe essere rilevata dal personale medico (es. medico competente).

L’Autorità Garante nel comunicato stampa del 2 marzo ha fornito le prime indicazioni sulla possibilità per le imprese di procedere con azioni autonome volte alla raccolta di dati personali e sanitari. Con tale comunicato l’Autorità invita tutti i datori di lavoro ad astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.

La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta unicamente dai soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato.

L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano solamente agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.

Resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Leggi il comunicato stampa dell’Autorità Garante Privacy https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9282117.