Controlli di sindaci e revisori ai tempi del Coronavirus

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In questo momento di estrema difficoltà che ha costretto molte imprese a rivedere i piani economici-finanziari è fondamentale il supporto di sindaci e revisori.

Le misure restrittive adottate con i Dpcm dell’8, 11 e 22 marzo che hanno costretto alla chiusura molte attività produttive e commerciali hanno forti impatti sui bilanci aziendali.

Gli aiuti e le misure messi campo dal governo con lo scopo di contenere le perdite e fornire sostegno alle imprese per una loro sopravvivenza e una loro rapida ripresa da sole non saranno forse sufficienti.

Lo scenario mondiale a livello di mercati, consumi, preferenze, abitudini terminata la pandemia non sarà più il medesimo. Vi sarà un presumibile rimescolamento di ruoli, posizioni, poteri, esigenze, priorità che metteranno le aziende di fronte a nuove sfide, nuove prospettive.

Per tali ragioni è importante che sindaci e revisori siano pronti ad affiancare l’organo amministrativo nelle decisioni da assumere (che in tale situazione molte volte debbono essere assunte in temi rapidissimi con difficoltà nell’informare tempestivamente gli organi di controllo) vigilando in modo attento e puntiglioso sulle ripercussioni che tali scelte avranno sul bilancio della società.

Il compito del sindaco quale soggetto terzo ed indipendente dovrebbe consentire una sensibilizzazione dell’organo amministrativo in ordine ai rischi che le scelte imprenditoriali intraprese o che he si intendono mettere in atto avranno sulla società da un punto di vista economico- finanziario.

In caso, ad esempio, di oggettiva carenza di liquidità è auspicabile che l’organo di controllo solleciti la predisposizione di uno piano finanziario di breve periodo in cui dovranno essere scrupolosamente indicati e valutati gli interventi da effettuare. In alcuni casi potrebbe anche necessario verificare che i soci possano garantire un supporto economico e quindi liquidità all’impresa.

Il sindaco deve quindi vigilare sulla struttura aziendale, rilevare tempestivamente eventuali criticità che possano mettere in dubbio la continuità aziendale.

Compito del revisore sarà, invece, quello di valutare gli elementi a sostegno della continuità aziendale rilevando eventuali elementi critici che possano far vacillare la capacità dell’impresa di continuare ad operare.

Qualora si possa ritenere che la continuità aziendale sia rispettata, il revisore dovrà subito occuparsi di verificare quali saranno gli effetti dei successivi eventi, ossia di quegli eventi intervenuti dopo la chiusura del bilancio ma che spiegano i loro effetti anche nell’esercizio precedente.

Saranno quindi opportuni, ad esempio, criteri di valorizzazione del magazzino (es. a costo e non a prezzi di mercato), dei crediti scaduti a fronte del deterioramento della posizione del debitore o valutazioni sulla recuperabilità dell’avviamento andando a verificare se la perdita debba ritenersi o meno duratura.

E’ pertanto fondamentale tenere in debita considerazione le conseguenze economiche di questa situazione emergenziale diffusa a livello globale e favorire la collaborazione e l’interazione fra impresa ed organi di controllo.