Comuni montani calamitati, è ora possibile richiedere il contributo a fondo perduto all’ADE

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Saranno riaperti i canali telematici per la richiesta di contributo a fondo perduto introdotto dall’art. 25 del D.L. n. 34/2020 (decreto Rilancio) per i soggetti localizzati nei Comuni colpiti da calamità e che potevano beneficiare del contributo indipendentemente dal requisito della riduzione del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del 2019.

Con riferimento ai Comuni in cui devono essere stabiliti i contribuenti, deve trattarsi di Comuni classificati totalmente montani (secondo l’elenco predisposto dall’Istat ovvero secondo la circolare del ministro delle Finanze n. 9 del 14 giugno 1993) e che non siano inseriti nella lista indicativa dei Comuni colpiti da eventi calamitosi di cui alle istruzioni per la richiesta di contributo a fondo perduto (pubblicate dall’Agenzia delle Entrate in data 30 giugno 2020).

L’individuazione dello stato di emergenza in ambito comunale non risulta però sempre agevole in quanto richiede la consultazione non solo delle ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri, ma anche delle ordinanze regionali attuative o di atti dei commissari straordinari. Oltre a ciò fino ad oggi sono state fornite istruzioni e indicazioni contenenti solamente liste indicative e non esaustive di Comuni interessati.

Occorre evidenziare che, se per quanto riguarda i soggetti che non hanno presentato la domanda già prevista dal D.L. n. 34/2020 è chiaro che potranno beneficiare di tale ulteriore finestra, per quanto concerne la possibilità di ripresentare domanda per l’accesso al contributo anche da parte di coloro che se la sono vista respingere per qualsivoglia ragione, nulla è al momento specificato.

I fondi stanziati per la riapertura della finestra telematica ammontano a 5 milioni di euro. Appare ragionevole ritenere che, laddove le domande presentate dovessero superare come importo le risorse stanziate, verrà operata un riproporzione del contributo fra gli aventi diritto.

Sarà la stessa Agenzia delle Entrate con apposito provvedimento a definire date e modalità operative per il riavvio della procedura che aprirà una nuova finestra di 30 giorni per la proposizione delle istanze limitatamente ai soli contribuenti di cui sopra, salvo ulteriori chiarimenti.