Sicurezza: in caso di infortunio prevale l’attività esercitata in concreto

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Secondo quanto sancito dalla Corte di Cassazione nella sentenza 14352/2018, l’individuazione dei soggetti destinatari degli obblighi sanciti dalle norme di prevenzione contro gli infortuni e sull’igiene del lavoro deve tener conto delle funzioni esercitate in concreto, le quali, pertanto, prevalgono rispetto alla carica attribuita al soggetto, ossia alla sua funzione formale.

Destinatario della sentenza di condanna per omicidio colposo il datore di lavoro e direttore del cantiere edile reo di aver omesso la fornitura di idonei dispositivi individuali di protezione unitamente alla mancata fornitura di appropriate istruzioni ad un operaio, che è stato investito dal crollo della parete dello scavo in cui si era introdotto.

Con un primo ricorso, sempre per Cassazione, è stata annullata la sentenza in quanto il giudice di merito «aveva fatto confusione sulle diverse figure del delegato» non avendo detto chiaramente quali fossero le posizioni di garanzia, tra datore di lavoro e preposto e non avendo tenuto conto della giurisprudenza della stessa Corte secondo cui il preposto e il datore di lavoro hanno due posizioni di garanzia distinte e concorrenti.

Qualora poi vi siano più titolari della posizione di garanzia, ciascuno è per intero destinatario dell’obbligo di tutela impostogli dalla legge, per cui l’omessa applicazione di una cautela antinfortunistica è addebitabile a ognuno dei titolari di tale posizione.

Secondo la Suprema corte, l’individuazione dei destinatari degli obblighi sulla prevenzione infortuni sul lavoro deve fondarsi non già sulla qualifica rivestita, bensì sulle funzioni in concreto esercitate, che prevalgono, quindi, rispetto alla carica attribuita formalmente al lavoratore.

Ciò, comunque, non esclude che gli obblighi di prevenzione possano essere trasferiti ad altri soggetti, a condizione che il relativo atto di delega, in base all’articolo 15 del Dlgs 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro), riguardi un ambito ben definito e non l’intera gestione aziendale, che sia espresso ed effettivo, non equivoco e investa un soggetto qualificato per professionalità ed esperienza, che sia dotato dei relativi poteri di organizzazione, gestione, controllo e spesa, fermo restando, comunque, l’obbligo per il datore di lavoro di vigilare e di controllare che il delegato usi correttamente la delega secondo la prescrizione di legge.