Decreto Privacy: ancora lontano e dietro front sulle sanzioni penali

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Fitto lavoro di riscrittura del testo licenziato da Palazzo Chigi, che a sua volta si era pronunciato sulla bozza di decreto messa a punto da una commissione insediata presso il ministero della Giustizia. Il nuovo disegno di legge ha un impianto in alcune parti diverso da quello della prima ora e, in particolare, fa rivivere le sanzioni penali, che nella precedente versione erano state tralasciate a favore  di un inasprimento di quelle amministrative.

Tale versione introduce, infatti, una serie di articoli sulle sanzioni penali. Si tratta, in parte, del mantenimento, seppur con alcune modifiche, di norme contenute nel codice della privacy, mentre altre disposizioni sono del tutto nuove.  In relazione al trattamento illecito di dati personali, il decreto conserva la pena della reclusione da 6 a 18 mesi, che, in determinate circostanze, può arrivare fino a 3 anni. Stessa sorte per la dichiarazione di falso di fronte al Garante punita con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Aggiustamenti che dimostrano il complicato lavoro di messa a punto del provvedimento, a cominciare dal fatto che la versione finale deve essere approvata da cinque ministeri (Giustizia, Affari esteri, Economia, Sviluppo economico e Pubblica amministrazione) e da Palazzo Chigi.

Ancor prima della scadenza del 25 maggio occorre, quindi, tenere d’occhio soprattutto quella del 21 maggio, termine entro il quale il governo dovrebbe esercitare la delega, ovvero emanare il decreto definitivo il cui cammino è, però, ancora lungo. In poco più di due settimane – e sempre che il provvedimento veda la luce a strettissimo giro di posta – deve arrivare il parere delle commissioni parlamentari e quello del Garante della privacy, per poi lasciare il posto al via libera definitivo del Consiglio dei ministri.